Il biologico 2017-01-26T02:32:32+00:00

Da agricoltura biologica a vino biologico

Secondo la definizione IFOAM

“L’agricoltura biologica è un sistema di produzione che sostiene la salute del suolo, dell’ecosistema e delle persone. Si basa su processi ecologici, biodiversità e cicli adatti alle condizioni locali, piuttosto che sull’uso di input con effetti avversi.    L’agricoltura biologica combina tradizione, innovazione e scienza perché l’ambiente condiviso ne tragga beneficio e per promuovere relazioni corrette e una buona qualità della vita per tutti coloro che sono coinvolti.”

E’ del 1991 l’adozione del regolamento CEE 2092/91 sul metodo di produzione dell’agricoltura biologica, poi sostituito nel 2007 dal nuovo regolamento CE n. 834/07 che  definisce la produzione biologica

Fra i punti fondamentali dell ’agricoltura biologica si evidenziano

  • Esclusione di prodotti chimici di sintesi, che alterano profondamente l’ambiente ed influiscono negativamente sulla salubrità delle produzioni ottenute
  • Utilizzo di tecniche agronomiche idonee, di piante resistenti e di insetti predatori contro i parassiti
  • Incremento e mantenimento della fertilità naturale del terreno, mediante l’utilizzo di tecniche di lavorazione non distruttive
  • Adozione della tecnica della rotazione colturale e dei sovesci
  • Uso di fertilizzanti naturali, riducendo in tal modo l’utilizzo di risorse non rinnovabili

Con questi riferimenti era possibile definire il vino come “prodotto da uve di agricoltura biologica”

Solo nel 2012 viene per la prima volta regolamentato il “vino biologico”. Il regolamento CEE 203/2012  stabilisce nuove regole, per quanto riguarda la produzione di prodotti vitivinicoli biologici, delineando anche le modalità di vinificazione, approvate dallo Standing Committee on Organic Farming (SCOF), il Comitato permanente per l’agricoltura biologica.

In cantina vi sono delle pratiche vietate e altre limitate , I contenuti del regolamento prevedono una serie di restrizioni nell’ utilizzo di determinate pratiche enologiche e sostanze coadiuvanti durante la fase di vinificazione. Un produttore biologico può utilizzare circa la metà del numero di coadiuvanti, che può utilizzare da regolamento un produttore convenzionale. Si può certamente sostenere che nel bio si lavora di prevenzione e si rispetta la materia prima .

Certamente, all’interno dei limiti e delle disposizioni , ogni produttore biologico seguirà la propria condotta specifica, utilizzando le pratiche enologiche che più si avvicinano al concetto personale di “agricoltura sostenibile”. Come quindi definire il vino “biologico”? Queste i principali riferimenti: in vigneto: si producono uve biologiche, coltivate senza l’aiuto di sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere) e senza l’impiego di organismi geneticamente modificati; in cantina: si esegue la vinificazione utilizzando solo i prodotti enologici e i processi autorizzati dal regolamento 203/2012. Con la Regolamentazione del vino biologico  siamo sicuramente giunti ad un punto di arrivo importante ma è necessario continuare nella direzione di garantire la continuità del procedimento attraverso la produzione di dati tecnici e scientifici per proporre ancora dei miglioramenti ai regolamenti esistenti

Il Biodistretto

Il Biodistretto – promosso da AIAB  Associazione Italiana Agricoltura Biologica – è un’area geografica naturalmente vocata al biologico dove agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni stringono un accordo per la gestione sostenibile delle risorse, partendo proprio dal modello biologico di produzione e consumo (filiera corta, gruppi di acquisto, mense pubbliche bio). Nel Bio-distretto la promozione dei prodotti biologici si coniuga indissolubilmente con la promozione del territorio e delle sue peculiarità al fine di raggiungere un pieno sviluppo delle proprie potenzialità economiche, sociali e culturali.

Con la realizzazione di tali esperienze, il biologico si dimostra una volta di più come strumento che supera la sua connotazione di esclusiva applicazione agricola, divenendo agente di sviluppo eco-sostenibile del territorio, nonché agente di innovazione sociale, territoriale e culturale. La filosofia del biologico, diviene così esempio tangibile di una green economy e uno stile di vita responsabile dalle promettenti potenzialità.

Obbiettivi primari del Biodistretto sono  la sensibilizzazione all’uso di materiali bio-degradabili e compostabile durante le manifestazione pubbliche, l’educazione alimentare nelle scuole con le mense bio , la gestione del verde pubblico evitando l’uso di sostanze di sintesi.

La collaborazione tra ricerca e Unione Viticoltori di Panzano in Chianti per la promozione del biologico

Nel 2005 fu reso applicativo il decreto ministeriale nº 32442 del 31 maggio 2000, che prevede la Lotta Obbligatoria allo “Scaphoideus titanus”, vettore della Flavescenza Dorata, una malattia che causa danni enormi ai vigneti.

Per approntare una strategia che permettesse di limitare l’uso di insetticidi , non previsti dal metodo di produzione biologico, l’Unione Viticoltori di Panzano in Chianti si rivolse all’agronomo Ruggero Mazzilli e, insieme, decisero che sarebbe stato opportuno un monitoraggio del vettore e delle piante sintomatiche su tutto il territorio per comprendere il reale pericolo di diffusione del parassita nelle zone di competenza. Il monitoraggio venne quindi effettuato grazie al supporto scientifico del CRA di Firenze e dell’Università di Pisa e in tal modo si evitò l’uso di insetticidi che, oltre a essere inutili in assenza di un reale rischio epidemico, sarebbero stati anche molto dannosi per l’ambiente e la salute umana.

Durante gli anni successivi, oltre a proseguire l’attività di monitoraggio, si estese il controllo nel territorio anche alle altre malattie della vite, con l’obiettivo di promuovere e diffondere il metodo di produzione biologico.

Venne creata inoltre una rete di rilevamento di dati meteorologici, affiancando i monitoraggi a numerose sperimentazioni in campo, in collaborazione con diversi Istituti di Ricerca. Grazie a tali collaborazioni, si è inoltre ottenuto dagli Enti Locali che non si praticasse più il diserbo chimico nelle strade  e sugli argini dei fiumi, ulteriore passo avanti verso il rispetto del metodo di coltivazione biologico.

Per aumentare l’efficacia delle tecniche di coltivazione biologica utilizzate nei vigneti, il Dott. Ruggero Mazzilli, con la sua Stazione Sperimentale per la Viticoltura Sostenibile, lavora per promuovere l’aggregazione tra i produttori appartenenti alla stesso comprensorio, sull’esempio della collaborazione con l’Unione Viticoltori di Panzano in Chianti.